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"Works from the 60s to 2024"

Exhibition dates: 29/02 - 9/05/2024 + Milano MuseoCity 2024: 1/03 - 5/03/2024 Leonardo da Vinci, In collaboration with Leonardo3 Museum.

Extended till May 30th 2024

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ARTWORKS

INSTALLATION VIEWS

Testo italiano / English text -scroll- 

 

Dal 29 febbraio al 9 maggio 2024 la galleria 10 A.M. ART di Milano, nella sua sede di corso San Gottardo 5, organizza la mostra “Lucia Di Luciano. Works from the 60s to 2024”, progetto articolato in una serie di eventi che approfondiscono la figura dell’artista.

“La pittura per me è, tuttora, un lavoro di ricerca, fatta di razionalità, fantasia e creatività. Questa è una scelta precisa che ho assunto con me stessa, consapevole che essa seguiterà a dare alla mia esistenza un giusto apporto qualitativo”.

Lucia Di Luciano

 

È stato un vero colpo di fulmine quello che ho provato per la pittura di Lucia Di Luciano. Oggi, dopo 15 anni dal nostro primo incontro e in seguito a una lunga amicizia e collaborazione, l'entusiasmo iniziale si è concretizzato nella mostra "Lucia Di Luciano. Works from the 60s to 2024", che presenta insieme a una selezione di lavori storici dell'artista più conosciuti dal pubblico internazionale, un importante corpus di nuove opere di piccole e medie dimensioni, presentate per la prima volta negli spazi della sua galleria di riferimento, la 10 A.M. ART di Milano. I dipinti recenti, tutti realizzati dopo il suo invito alla Biennale d'Arte di Venezia, rappresentano al meglio la fase più poetica, colorata e libera di quasi settant’anni di ricerca pittorica.

Ho scoperto il lavoro di Lucia quindici anni fa a Roma, nel salotto di casa di suo figlio Oscar, un caro amico. Le opere storiche, realizzate negli anni Sessanta, adornavano le pareti della stanza. Erano dipinti quadrati, rigorosamente geometrici e ossessivamente bianchi e neri, che provocavano una strana vertigine se osservati da vicino. A terra, una sorpresa inattesa: lungo il corridoio dell'ingresso, poggiata al pavimento e in verticale, una sequenza di tele rettangolari. Alte e strette, rappresentavano uno spettro cromatico che gradava dal bianco al giallo, attraversando le diverse sfumature dell'iride fino al nero. Questa, come ho successivamente scoperto, era solo una piccola parte dell'installazione monumentale intitolata "Gradienti", composta da 55 pannelli che Lucia aveva realizzato nel 2001 per esplorare la percezione visiva e la rappresentazione cromatica, con particolare attenzione alla sfumatura. Nella sala da pranzo, invece, un grande dipinto sembrava la topografia di una città immaginaria, con linee intricate e forme geometriche colorate, ghirigori e tratteggi. Questa serie di opere, chiamata "Capricci", era costituita da grandi tele orizzontali che si manifestavano come paesaggi della mente e dei segni, dove ogni porzione di quadro era abitata da porzioni di colori primari, alfabeti incomprensibili e linee ingarbugliate talmente fitte da confondere i confini tra le miriadi di immagini che popolavano il quadro.

Fin dal nostro primo incontro con il suo lavoro più recente e meno noto, per non dire sconosciuto, mi era chiaro di trovarmi davanti alla ricerca di un'artista capace di far evolvere la sua pittura in risultati formali in continua trasformazione e, per questo motivo, sempre nuovi e sorprendenti. Approfondendo e studiando la sua pratica, una pratica quotidiana e ossessiva, ho capito che per Lucia ciò che conta è la dinamicità della superficie pittorica, delle sequenze ritmiche di segni e linee nello spazio del quadro, il contrasto tra fondo e segno impresso con colpi di pennello rapidi, o con il pennarello e la penna.

Insieme a una breve panoramica storica del suo lavoro, presentiamo per la prima volta al pubblico la sua recente serie di "Minimal" e "Senza titolo", lavori mai esposti prima, prodotti negli ultimi tre anni nel suo studio di Roma. Le opere in mostra, tutte di medie e piccole dimensioni, sono il frutto di un lungo processo di evoluzione e rarefazione del lavoro di Lucia. Del periodo geometrico e programmato rimangono il formato quadrato e la matrice astratta delle forme. Dei "Capricci", solo un gesto, un tratteggio fatto col pennello pieno di colore puro, a suggerire dei quadrati imprecisi sui fondi rosa, argento e gialli della masonite dipinta.

 

“Il colore, troppo a lungo tenuto fuori dal suo studio, bussa, alfine, timidamente alla porta. Lucia non fa entrare che pochi colori, e questi diventano degli ipotetici personaggi, che hanno lo scopo di diversificare ed amplificare visivamente il suo già ricco corredo di immagini/segno. Ma la gran parte del colore non può attendere oltre, e Lucia, con il "Libro dei Colori"' di Munsell, comincia a selezionare i colori, in senso metodologico. Anche quanto detto non è perfettamente vero, poiché il suo immaginifico conferisce alle sistematiche tinte la fresca aura della sua inventività ed immaginazione. Lei va a prendere i colori dove la luminosità li rende aerei e fluttuanti nel visivo (…)”.

Giovanni Pizzo in “Una pittura che si racconta” a cura di Simonetta Lux e Domenico Scudero, Roma 2003

 

Fabio Cherstich

Milano, Febbraio 2024

 

Per tutta la durata della mostra sarà proiettato in galleria un estratto del documentario "Lucia Di Luciano: Verificare l'utopia". Il film, scritto e diretto da Fabio Cherstich, è stato girato interamente nello studio dell'artista a Formello (Roma) e ha l'obiettivo di contestualizzare il lavoro di Di Luciano attraverso le sue opere e le sue parole, fungendo da strumento di approfondimento utile per fare da cornice alla mostra.

Il 29 Febbraio, durante la giornata di vernissage, si terrà negli spazi della galleria un concerto per pianoforte di Oscar Pizzo, figlio dell'artista e pianista classico dalla carriera internazionale. A partire dalle ore 20, dedicherà al pubblico milanese un dialogo tra pittura e musica con un programma che include brani di Hans Otte, Philip Glass e Alvin Curran.

Nel corso dei due mesi di apertura è stato organizzato un palinsesto di incontri e approfondimenti dedicati al lavoro di Lucia Di Luciano, che comprende la proiezione integrale in anteprima del film-documentario di Fabio Cherstich dedicato all'artista, intitolato "Lucia Di Luciano: Verificare l'utopia", prevista in galleria per il finissage della mostra; e la presentazione, durante la Design Week, del libro "WORKS", prima pubblicazione che mette in dialogo il lavoro di Lucia Di Luciano e quello del marito pittore, Giovanni Pizzo. Il libro è edito da Apartamento, a cura di Fabio Cherstich con un testo di Natalie Du Pasquier, in collaborazione con 10 A.M. ART e Archivio Lucia Di Luciano Giovanni Pizzo. L'uscita è prevista per il 27 Febbraio 2024.

 

 

From February 29 to May 9, 2024, the 10 A.M. ART gallery in Milan, at its venue in Corso San Gottardo 5, is organizing the exhibition "Lucia Di Luciano. Works from the 60s to 2024”, a project articulated in a series of events that delve into the figure of the artist.

 

"Painting for me is, still now, a work of research made of rationality, imagination and creativity. This is a precise choice that I have made with myself, aware that it will continue to give a positive qualitative contribution to my existence."

Lucia Di Luciano

 

It was a real thunderbolt that I felt for Lucia Di Luciano's paintings. Today, 15 years after our first meeting and following a long period of friendship and collaboration, the initial enthusiasm has materialized in the exhibition "Lucia Di Luciano. Works from the 60s to 2024”, which presents, along with a selection of the artist's historical works that are better known to the international public, an important body of new small and medium-sized works, shown for the first time in the spaces of her gallery of choice, the 10 A.M. ART in Milan. The recent paintings, all made after her invitation to the Venice Art Biennale, best represent the most poetic, colourful and free phase of almost seventy years of pictorial research.

I discovered Lucia's work fifteen years ago in Rome, in the living room of the home of her son Oscar, a close friend. Historical works, created in the 1960s, adorned the walls of the room. They were square paintings, strictly geometric and obsessively black and white, which caused a strange dizziness when observed up close. On the ground, an unexpected surprise: along the entrance hallway, placed on the floor and vertical, was a sequence of rectangular canvases. Tall and narrow, they represented a chromatic spectrum that graded from white to yellow, going through the different shades of the rainbow all the way to black. This, as I later found out, was only a small part of the monumental installation entitled Gradienti [Gradients], consisting of 55 panels which Lucia had made in 2001 to explore visual perception and colour representation, with a special focus on nuance. In the dining room, instead, a large painting looked like the topographical map of an imaginary city, with intricate lines and colourful geometric shapes, squiggles and dashes. This series of works, called Capricci [Whims], consisted of large horizontal canvases that appeared as landscapes of the mind and of signs, where each portion of the painting was inhabited by portions of primary colours, incomprehensible alphabets, and tangled lines which were so dense that they blurred the boundaries between the hordes of images that populated the painting.

From our first encounter with her more recent and lesser-known, not to say unknown, work, it was clear to me that I was looking at the research of an artist who was able to evolve her painting into formal results that were always changing and, for that reason, always new and surprising. As I delved deeper and studied her practice, a daily and obsessive practice, I realized what matters for Lucia is the dynamism of the pictorial surface, of the rhythmic sequences of signs and lines in the space of the painting, and the contrast between background and mark impressed with quick brush strokes, or with a felt tip and pen.

Along with a brief historical overview of her work, we present for the first time to the public her recent series of Minimal and Senza titolo [Untitled], works never exhibited before, produced over the past three years in her Rome studio. The works in the exhibition, all medium and small in size, are the result of a long process of evolution and rarefaction in Lucia's work. From the geometric and programmed period there are still the square format and abstract matrix of the forms. From Capricci (Whims), there is only a gesture, a sketch made with a brush full of pure colour, to suggest imprecise squares on the pink, silver and yellow backgrounds of the painted Masonite.

 

"Colour, too long kept out of her studio, knocks, at last, timidly at her door. Lucia lets in but a few colours, and these become hypothetical characters, meant to visually diversify and amplify her already rich array of images/signs. But the bulk of the colours cannot wait any longer, and Lucia, with Munsell's Book of Color, begins to select colours in a methodological way. Even what has just been said is not perfectly true, because her creativity gives the systematic hues the fresh aura of her inventiveness and imagination. She gets her colours where brightness makes them airy and floating in the visual (...)."

Giovanni Pizzo in Una pittura che si racconta [Painting that Tells its Story] edited by Simonetta Lux and Domenico Scudero, Rome 2003

 

Fabio Cherstich

Milan, February 2024

 

For the duration of the exhibition, an excerpt from the documentary Lucia Di Luciano: Verificare l'utopia [Lucia Di Luciano: Verifying Utopia] will be shown in the gallery. The film, written and directed by Fabio Cherstich, was filmed entirely in the artist's studio in Formello, Rome, and aims to contextualize Di Luciano's art through her works and words, serving as a useful study tool to frame the exhibition.

On February 29, during the Vernissage, a piano concert by Oscar Pizzo, son of the artist and classical pianist with an international career, will be held in the gallery. Starting at 8 p.m., he will dedicate a dialogue between painting and music to the Milanese public with a program that includes pieces by Hans Otte, Philip Glass and Alvin Curran.

Over the two months of the exhibition, a program of meetings and events dedicated to Lucia Di Luciano's work has been organized, including the integral preview screening of Fabio Cherstich's documentary film dedicated to the artist, entitled Lucia Di Luciano: Verificare l'utopia [Lucia Di Luciano: Verifying Utopia], scheduled in the gallery as one of the events of the closing day of the exhibition; and the presentation, during Design Week, of the book WORKS, the first publication to put Lucia Di Luciano's work and that of her painter husband, Giovanni Pizzo in dialogue. The book is published by Apartamento, edited by Fabio Cherstich with a text by Natalie Du Pasquier, in collaboration with 10 A.M. ART and Archivio Lucia Di Luciano Giovanni Pizzo. The book's release is scheduled for February 27, 2024.

Opening:

29 February 2024, 5.00 pm

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